About, sulla Bologna creativa e non solo. Firmato Silvia Santachiara

Due libri, programmi alla radio, eventi creativi a Bologna: Silvia Santachiara è uno di quei tipi che non si ferma mai, una giornalista entusiasta che alla professione classica ha affiancato negli anni attività nel settore della comunicazione che completano e arricchiscono il suo profilo. Da poco ha fondato about, un giornale online dedicato a Bologna, cosa succede in città, con un piglio creativo non comune, che rispecchia la sua personalità così sfaccettata.

Come inizia l’avventura editoriale di about. 

Nel 2014 ho scritto “Made in Bologna-guida al design emergente”, la prima pubblicazione bilingue sul design emergente e indipendente sotto le Due Torri. Un libro che raccoglie le storie di 59 giovani designer ma anche una vera e propria guida che porta alla scoperta di realtà emergenti e sommerse. Ne è nato un percorso con Bologna Welcome, una sezione dedicata all’interno della Bologna Design Week 2015 e la partecipazione ad un festival letterario per giovani autori under 30. Da qui l’idea di creare un contenitore dedicato alla Bologna Creativa, che potesse raccontare giorno dopo giorno il fermento di una città in continuo movimento, non solo nel design ma in tutti i settori dell’ingegno: dalla moda all’illustrazione, dalla fotografia alla street art fino ad eventi, libri, musica e progetti innovativi. Ho pensato ad un giornale online (ho già in mente anche diversi altri progetti offline collegati anche in collaborazione con realtà cittadine e Università) e ho composto una squadra che credesse quanto me in questo progetto.

Un blog con l’impostazione di un giornale come mai?

Al momento è formalmente un blog ma l’impostazione è da giornale perché siamo giornalisti. Certo, c’è il nostro filtro ma raccontiamo una città, non sempre solo quello che ci piace.

Di cosa si occupa about? 

Design, moda, fotografia, illustrazione, comics, street art, libri, eventi, musica, corto e lungo metraggi, progetti innovativi, start up, tendenze. E persone. Raccontiamo storie, luoghi, che non sempre trovano spazio nei quotidiani locali o nei siti dedicati esclusivamente agli eventi in città. Siamo sulla strada, tra la gente, curiosiamo, scopriamo ogni giorno nuove realtà e progetti e attraverso aBOut cerchiamo di farle conoscere. Da gioielli realizzati con pellicole cinematografiche o con il legno delle tavole da skateboard fino a start up,  format innovativi come eventi di storytelling dedicati a Bologna, luoghi e progetti particolari come ad esempio Senape Vivaio Urbano, che è un vivaio in pieno centro ma ospita una libreria e un laboratorio di serigrafia, oltre ad oggetti di giovani designer indipendenti e corsi. Gli stessi bolognesi a volte ci dicono: “Ma dai, non sapevo che esistesse…”.

Quali sono oggi le caratteristiche necessarie per diventare giornalista dal tuo punto di vista?

Mi capita spesso che ragazzi mi dicano: “Ma io non sono bravo a scrivere, non posso fare il giornalista!”. Ecco, scrivere è solo una parte, il passaggio finale di un lavoro che inizia molto prima. Sicuramente serve tanta curiosità, occhi e orecchie aperte (sempre!), la capacità di riconoscere al volo cos’è una notizia, velocità, scrupolo e precisione, predisposizione all’ascolto, empatia quando si entra in contatto con storie anche delicate e con la sensibilità delle persone, etica professionale,  resistenza fisica e allo stress. E poi bisogna leggere molto.

In passato ti sei occupata molto di creatività, specialmente a Bologna e dintorni, come coltivi questa passione?

aBOut nasce dalle mie passioni. Ho fatto il liceo Artistico, corsi vari di grafica, visual merchandising, design e oreficeria, scrittura creativa. Sono molto curiosa, leggo, scrivo, se scopro progetti interessanti me li appunto ovunque, vado ad eventi di diverso genere e festival.

A Bologna organizzi anche delle serate in cui a salire sul palcoscenico sono personaggi più o meno sconosciuti, come nasce l’idea? Prossimi appuntamenti?

Si, l’evento si chiama “Don’t tell my mom” ed è un format di storytelling ideato dal conduttore e speaker radiofonico Matteo Caccia. Emanuele Vicentini ha portato il format a Bologna e dopo poco tempo ho iniziato a collaborare con lui nell’organizzazione delle serate. Sul palco si alternano persone comuni ma anche volti noti, per raccontare in dieci minuti qualcosa che non hanno mai confessato e che è accaduto loro realmente. Il tutto ad una platea di perfetti sconosciuti. Siamo stati ospiti in diversi locali della città, dalle Serre dei giardini Margherita al Cameo Bar, fino all’Ex Forno Mambo e OFF. La prossima data è il 27 febbraio, alle 21, da OFF in via Testoni 5/a

Progetti per il futuro e sogno nel cassetto da tirar fuori e realizzare. 

Amo fare reportage e vorrei dedicarmi a questo sempre di più, poi mi piacerebbe spostarmi anche sulla fotografia e sul video e vorrei scrivere un altro libro.

Contatti 

Il magazine on line è aboutbologna.it, abbiamo anche una pagina Facebook aboutbolognamagazine e un profilo Instagram about_bologna

(Giulia Rossi - BOOP.NEWS)

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