NEW LOOK/ Tessuti resistenti e carichi di ricordi per (is)tailoring di Isabella Stefanelli

Isabella Stefanelli, 36 anni, originaria di Maglie, in provincia di Lecce, vive e lavora a Londra, dove disegna e produce una linea di abiti da uomo di fattura sartoriale, creati a partire da vecchi capi ripensati e rimodernati, con un carattere preciso, per un tipo dalla personalità forte, ma non esibizionista, attento ai dettagli e alla qualità dei materiali e delle lavorazioni.

Come nasce il progetto?
E' stato un pensiero semplice inizialmente legato a un ricordo di un racconto ripetuto piu volte da mio padre. Era un sarto e raccontava cosi' il passato della sartoria tra un punto e l'altro...ai tempi di guerra, quando non si potevano comprare i vestiti nuovi, si passavano da padre a figlio, e per non comprare il nuovo tessuto e far sembrare l'abito nuovo, si chiedeva al sarto di "sbutare" (dialetto salentino: rivoltare ) il tessuto "intraffore" ( il dentro fuori ). Ora, i tessuti di una volta erano resistenti e corposi, duravano tanto e questo permetteva di poter "sbutare intraffore" gli abiti. La scelta dei Tessuti di (IS)TAILORING e' una ricerca di vecchi abiti di vecchi sarti, vecchi tessuti, principalmenet e' una ricerca iniziale dei vecchi tessuti corposi, in quanto le Nuove forme poi le ho date io. ho infatti scucito gli abiti , cambiato il canape, ridato le forme, cambiate le fodere.. Cercavo una base solida per partire, quindi un tessuto resistente e carico di ricordi.

Quale è stato il tuo percorso creativo?
Il tessuto e l'idea del rivoltare l'abito da un ricordo infantile seduta sugli 'scanni' ( sgabelli)  della sartoria. Le linee, le forme invece sono parte della mia scelta, si collegano molto a un eleganza londinese di inizi del '900, l'attenzione per i dettagli, l'anima dello scrittore, del racconta storie, della vita stentata e dell'aristocratico nei periodi del cambiamento di Londra, verso la nuova era, la nuova ristrutturazione del vicoli di Soho, i segreti sotto i ponti, l'umorismo tipicamente british.

Come descriveresti i tuoi abiti?
La vestibilità un po striminzita è un ricordo come una vecchia foto seppia col garzone e il giacchetto ristretto. Le fodere colorate sono un sorriso, un anima felice, la bellissima parte femminile del'uomo, è un ridare vita a quello che prima era in disuso. Le fodere vengono in parte da Liberty, un negozio londinese, uno dei più vecchi in Soho che ha una sua linea di tessuti stampati, e in parte dai vari mercatini. Alcune fantasie afro sono legate alla zona in cui vivo a Londra, frequentate da donne africane che come acconciatura domenicale hanno per esempio una sorta di tessuto avvolto sulla testa. I bottoni sono tutti diversi in (is)tailoring perchè mi piace la casualità, l'idea che uno non si senta costretto a metter lo stesso bottone se ne perde uno, e poi i bottoni che ho scelto sono delle forme quasi femminili, come dei piccoli gioielli.

Quali le evoluzioni che prevedi per il tuo prodotto?
La linea si sta pian piano ampliando con delle magliette dove sono impresse vecchissime litografie di stampe francesi di oggetti introvabili, come il reggiseno della trapezista, la forchetta a manovella per gli spaghetti, l'ombrello familiare, accessori come il "Bad thounght brush" lo scopettino fantasioso per spazzare i cattivi pensieri, con attaccata una bustina a forma di tea bag, con dentro dei semini di Margherita, per far crescere i buoni pensieri. Sto pensando di aggiungere una linea di gioielli anche per la donna. La collezione ha delle giacche da donna anche, che vengono da un rifacimento delle forme di vecchie giacche da uomo.

Quali invece i sogni nel cassetto.
I miei sogni del cassetto vengono fuori man mano, mi piace che non ci sia fretta, sono contenta così e tutto ciò che viene fuori, piccole cose, mi fan felice.

Dove si possono trovare attualmente le tue creazioni?
Attualmente mi si può contattare dal mio sito web e presto gli abiti saranno in esposizione e vendita a Londra. Forse ancora una volta anche in Italia, dopo la mostra evento nell’atelier dei Pesci Pneumatici a Bologna.

Per informazioni: www.isabellastefanelli.com


(gennaio 2010 - giulia rossi)