LIBRI E MODA... IN VALIGIA/ ''La rivincita delle zitelle''
''La rivincita delle zitelle''
Angela di Pietro
Sperling & Kupfer
pag 192, 15 euro
"Dicono che io sia una zitella stramba: suppongo intendano identificarmi come una donna stronza e strana. Eccentrica, forse. Sicuramente sopra o sotto le righe, fate voi. Qualche giorno fa sono entrata nel negozio di Louis Vuitton aRoma con l'aria schifata di una snob, una di quelle che danno sovente l'impressione di essere sul punto di vomitare, ma quando ho tolto lo scarponcino destro per provare un mocassino delizioso, ho esibito un calzino nero con due - dico due - buchi, l'uno all'altezza dell'allucw, uno del tallone. Genere vecchi barboni piazzati agli angoli della strada in qualsiasi film hollywoodiano messo in circolazione negli ultimi cinquant'anni.
Gaia, l'amica di sempre, zitella pure lei, si è allontanata immediatamente. "Mi veniva da ridere" si è giustificata. Penso invece che abbia voluto filarsela e sottolineare in questo modo il fatto che lei quella ricca fasulla che andava in giro con il calzino bucato non la conosceva nemmeno.
Gaia è l'amica perfetta: collaborativa come il dottor Watson, elegante come può esserlo un filo di perle, razionale e quadrata. Andiamo d'accordo forse proprio per questo motivo: vorrei essere anch'io una donna-filo di perle. Tuttavia, mi devo rassegnare all'evidenza: sono una collana di strass colorati, nevrastenica e talvolta acida come tante altre donne che nella vita abbiano ricevuto più calci in culo che baci".
La storia - Angela è una zitella vera e in questo esilerante libro, tratto dal suo blog, racconta le quotidiane battaglie di una donna nel cuore degli "anta" dedita all'hobby più antico del mondo: la ricerca dell'uomo giusto. Fra improbabili fidanzati, uomini che scappano al grido "non me la sento di legarmi ho bisogno di riflettere" e poi te li trovi sposati con una di 28 anni e il culo sodo, irresistibili sexy chat, e infruttuosa manutenzione della persona (dalla ceretta all'inutile ennesimo abbonamento in palestra), il manifesto della zitella moderna: intelligente, divertente e senza peli sulla lingua. Ma soprattutto irrimediabilmente speranzosa.
(22 luglio 2010 - suggerito da Giulia Rossi)