LIBRI/ 'La resistenza tricolore'
di Alberto Lenzi
Arrigo Petacco
Giancarlo Mazzuca
'La resistenza tricolore'
Mondadori
163 pag
L'8 settembre 1943 è la data che forse più di altre, del sciagurato periodo della Seconda Guerra Mondiale, segna il punto più basso della storia italiana. Il Re d'Italia scappa a Brindisi con Badoglio; il codazzo di generali e cicisbei lascia l'esercito formato da brava gente italiana in balia dei tedeschi, dei partigiani titini di alleati sospettosi. Da quel momento si susseguono eventi entrati nell'immaginario collettivo come emblemi dell'essere soldato italiano dignitoso e coraggioso, come quelli della divisione Acqui annientata a Cefalonia dagli ex alleati tedeschi infuriati dal voltafaccia italiano. Tantissimi italiani imbracciarono i loro esausti e vecchi fucili per combattere i nazisti dando vita sia in Italia sia in Albania, Corsica ed Egeo a una vera lotta partigiana. Migliaia di loro morirono e del loro sacrificio la storia ufficiale non ha mai dato molto risalto. Questo libro non vuole seguire un filone oramai di moda di un certo revisionismo storico, ma è una testimonianza partecipata di quanto anche gli italiani che indossavano la divisa seppero dare alla lotta di liberazione nazionale.
Ben presto anche gli alleati si resero conto del valore e della capacità dei nostri soldati che combatterono al loro fianco tanto che in molte occasioni messaggi come questo inviati dal Generale Clark, capo delle forze alleate operanti in talia, non furono rari: "...i quattro gruppi italiani hanno sostenuto, fra le forze di combattimento, un importante ruolo nella vittoria ed hanno così avuto l'alto onore di partecipare alla totale sconfitta della Germania... vi chiedo di ringraziare gli ufficiali e gli uomini... L'avervi con noi nel 15esimo gruppo di armate è stato un privilegio :buona fortuna a voi tutti". Purtroppo nel dopoguerra "l'Italia ufficiale preferì esaltare soltanto la resistenza senza stellette e la sua epopea", e questo sicuramente è una dimenticanza alla quale va posto rimedio per il rispetto che si deve a centinaia di migliaia di uomini che hanno dato tutto per assicurarci un presente civile e libero. A costoro Petacco e Mazzuca danno voce senza voglia di rivendicazione ma per un senso di giustizia che serve a far si che tutti noi possiamo avere coscienza di quanto il nostro passato conti davvero. E, sfogliando le ultime pagine, di prova affetto e commossa partecipazione per quei nostri soldati che, tratti prigionieri, allorchè venivano selezionati dai tedeschi per i lager, alla domanda insidiosa: "sei per Badoglio o per Mussolini?" rispondevano con dignità: "io sono italiano e basta".

.jpg)
.jpg)
.jpg)