MOSTRE/ La Collezione Maramotti ospita fino al 31 luglio ''La vie en rose'' di Malick Sidibé
26 luglio 2010
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Milano, 26 luglio (BOOP.NEWS) = E’ aperta fino a sabato 31 luglio 2010, presso Collezione Maramotti di Reggio Emilia, Malick Sidibé. La vie en rose, la più ampia personale dedicata al fotografo in Italia. L’esposizione propone una selezione di circa 50 fotografie, perlopiù inedite, realizzate tra gli anni Sessanta e Settanta a Bamako, capitale del Mali.
Fotografie che rivelano tutta la magia e l’entusiasmo della vita a Bamako in quegli anni, quando la voglia di stare insieme, di essere dentro il corso della storia sembrava un imperativo; immagini che hanno reso famoso Sidibé nel mondo: le feste degli anni Sessanta, i ritratti in studio ed una selezione di stampe d’epoca tratte dai suoi archivi, foto che raccontano un lungo periodo della storia del Mali.
«Io credo al potere dell’immagine, è per questo che ho passato tutta la vita a ritrarre le persone nel miglior modo possibile, cercando di restituire loro tutta la bellezza che potevo, perché la vita è un dono di Dio ed è migliore se la si affronta con un sorriso. Troppo spesso l’immagine del mio paese è legata al dolore, alla povertà alla miseria. Ma l’Africa non è solo questo e io l’ho voluto mostrare nelle mie immagini»: queste le parole di Malick Sidibé circa la sua attività di fotografo e il valore della sua fotografia nel contesto della storia personale e sociale del suo paese.
«Da sempre ho un talento di osservatore. Mi piace guardare le persone, cercare di capirle, entrare in contatto con loro», racconta. «Sono un testimone fedele dei mutamenti del mio Paese. Perché la fotografia non mente, non quella in bianco e nero che ho sempre fatto io. Per questo affermo con decisione che la mia fotografia è molto più sincera, autentica e diretta di qualsiasi parola. È semplice, la può comprendere chiunque e racconta un’epoca, senza nessun inganno. L’uomo ha sempre cercato l’immortalità nella pittura o nella poesia, nella scrittura, ma un tempo solo i re e i ricchi potevano avere un ritratto. La fotografia è un modo per vivere anche dopo la morte…».
In occasione della mostra è pubblicata, per i tipi di Silvana Editoriale, la prima monografia italiana dedicata all’autore.
Il volume trilingue, a cura di Laura Serani e Laura Incardona, oltre a un contributo delle curatrici, accoglie un ricco registro fotografico di un centinaio di immagini. (Ade-BOOP.NEWS)