La moda si fa storia (e fa la storia)

E’ uscito il libro ‘La moda si fa storia’ di Giovanna Motta, professoressa di storia economica e sociale all’università La Sapienza di Roma, primo volume della collana Scienze della Moda e del Costume per edizioni Nuova Cultura.  Sull’elegante copertina patinata trionfa il capolavoro del Bronzino, Ritratto di Eleonora di Toledo col figlio Giovanni certificando attraverso la grande arte come attraverso l’evolversi del costume si abbia un’ottima lente per leggere i cambiamenti della società.

Il primo capitolo affronta il tema della rappresentazione sociale nella lunga durata, a partire da quella rivoluzione copernicana operata nel Rinascimento che mette al centro l’uomo e con esso anche i suoi abiti (nel Medioevo era Dio e solo Dio a essere al centro della scena), simboli di appartenenza sociale, politica, di classe. Nulla è lasciato al caso in quest’epoca come in quelle successive, da questo momento in poi, con particolare enfasi (ma in realtà dalle origini dell’umanità) il vestire comunica, o meglio significa. L’evoluzione della società può essere scandita attraverso i cambiamenti delle forme della politica o i dati dell’economia, ma anche attraverso le fogge degli abiti, serviti alle nuove classi dominanti per imporre il loro potere come a quelli emergenti per indicare il raggiungimento di una data posizione sociale.

Chi veste alla francese, chi alla spagnola, chi vuole parere tedesco, né ci mancano ancora di quelli che si vestono alla foggia dei turchi…” è Baldassar Castiglione, tra il 1513 e il 1524 a pubblicare il libro del cortegiano, un vero e proprio manuale per il il gentiluomo e la dama perfetta, che contiene le regole auree per come comportarsi in società, compreso l’abbigliamento giusto da adottare. E ancora pubblicazioni sul tema si devono a Cesare Vecellio ad Agostino Lampugnani e ad altri autori che celebrano gli usi e costumi del tempo. Tra la fine del XVII secolo e il primo Settecento la moda cambia spesso, dal barocco al rococò arrivando fino al neoclassico, si afferma sostanzialmente la moda francese che trionfa ovunque, come era stata quella italiana nel Rinascimento. Vengono poi analizzate le mode delle società di Antico Regime, prima e dopo la Rivoluzione francese, lette anche attraverso le carte dei tarocchi e poi i primi passi del giornalismo di moda, con il Corriere delle Dame. E ancora l’influenza dei balletti russi e in epoca più contemporanea i legami tra la moda e il mondo animale, fino a chiudere con la stampa animalier cavallo di battaglia di Roberto Cavalli già dagli anni Settanta.

(Giulia Rossi - BOOP.NEWS)

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