“Legati da una cintola”. Una grande mostra a Prato sulla sacra reliquia

Legati da una cintola. Nel titolo della mostra allestita fino al 14 gennaio 2018 al Palazzo Pretorio di Prato è racchiuso il destino di una città. Una sottile striscia di lana finissima, lunga 87 centimetri, di color verdolino, broccata in filo d’oro con ai capi due cordicelle per legarla. Un’iconografia, quella della cintola, assai nota per la gente del posto, per motivi religiosi e di tradizione popolare, ma alquanto sconosciuta altrove. E quindi questa esposizione, che raccoglie straordinarie opere soprattutto di artisti pratesi del Trecento, diventa occasione per scoprirla. La storia della cintola a Prato risale alla fine del XII secolo, riportata in città dalla Terra Santa dal mercante Michele e custodita gelosamente all’interno della Cattedrale di Santo Stefano all’interno della Cappella del Sacro Cingolo rigorosamente chiusa al pubblico, affrescata da Agnolo Daddi verso la fine del 1300.

Si tramanda che la sacra cintura fosse stata data dalla Vergine a San Tommaso, si associa all’idea di un grembo fecondo ed è promessa di salvezza e guarigione. Diocesi e Comune, sacro e profano, hanno le 3 chiavi che aprono la teca in cui è custodita la reliquia, così variamente rappresentata nelle opere esposte in mostra. Politica, arte e devozione per un oggetto che fu capace di essere anche strumento di marketing e promozione come si direbbe oggi per Prato, capace di attirare in questo luogo pellegrini, artisti e devoti e di ispirare molte opere d’arte per una profiqua committenza che fece prosperare il territorio. L’architettura stessa della città si sviluppa attorno alla cintola, fu infatti per permettere ai tantissimi pellegrini di partecipare all’Ostensione che si pensò l’originale collocazione del pulpito nel Duomo di Prato, realizzato tra il 1430 e 1438 da Donatello e Michelozzo. L’Ostensione pubblica della cintola si ha solo cinque volte l’anno: Pasqua, primo maggio, Assunzione di Maria (15 agosto), Natività di Maria (8 settembre) e Natale.

La mostra, allestita nei nuovi spazi espositivi del Museo recuperati nell’attiguo edificio dell’ex Monte dei Pegni, come descrivono gli stessi curatori Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli si presenta su più piani, con alcune eccellenze tra le oltre 60 opere esposte come la sezione di apertura con la pala di Bernardo Daddi, e le opere di Giovanni Pisano.

 

Museo di Palazzo Pretorio

Piazza del Comune – Prato

museo.palazzopretorio@comune.prato.it

www.palazzopretorio.prato.it

Orario: aperto tutti i giorni (eccetto il martedì non festivo) con orario continuato dalle 10.30 alle 18.30. La biglietteria chiude alle 18

Biglietto mostra: 8 euro intero, 6 euro ridotto* (*riduzioni e gratuità sul sito www.palazzopretorio.prato.it )

 

(Giulia Rossi - BOOP.NEWS)

Questo sito utilizza i cookie per assicurarti una migliore navigabilità. Leggi le condizioni sul trattamento dei dati personali.

Accetto