Roma with gusto, la guida di Rossella Di Bidino, per chi è sempre con la valigia in mano (ma anche per i romani)

La foodwriter Rossella Di Bidino ha scritto una guida agile e scattante dedicata a Roma, dal punto di vista di chi è sempre in viaggio, valigia e smartphone in mano. Un ebook parte di un progetto più ampio che ci racconta in questa gustosa intervista.

Come nasce l’idea di questa guida?

 È un’idea che nasce fuori Roma. Fa parte di un progetto che Mariachiara Montera, Giulia Scarpaleggia e Tommaso Galli hanno deciso di avviare nel 2018 per raccontare il cibo in viaggio, quello che si scopre con la valigia e lo smartphone in mano. La guida di Roma rientra in TravelWithGusto, il punto di riferimento di chi viaggia per cibo. Fa parte, infatti, di una serie di guide gastronomiche in formato eBook, pensate per chi viaggia scegliendo prima cosa mangiare e poi dove andare. Mariachiara, Giulia e Tommaso hanno selezionato quelli che per loro sono i migliori foodwriter italiani e internazionali. Per Roma hanno trovato il mio nome (ps. in realtà ci conoscevamo già virtualmente e di persona). E’ stato emozionante ricevere la loro proposta. Guarda caso proprio prima di un viaggio. Sono così andata in Vallonia cercando di tenere a bada la mia mente che già cominciava a perdersi tra i locali della “mia” Roma. 

E’ stata una bella avventura e lo sarà ancora per molto. Perché il cibo a Roma non è statico ed avere una guida in formato ebookpermette aggiornamenti costanti. (PS. Le guide sono in formato ePubMobi e Pdf). Però, devo ammettere, che Travel With Gusto ha attecchito bene a Roma e nella mia mente. C’era libertà nello scrivere e nel selezionare cosa raccontare e gustare assieme al lettore. L’ho pensata come una guida per muoversi tra certezze e contraddizioni di Roma. Ho voluto tentare i gastrofighetti con Dar Filettaro e stuzzicare i magnoni con qualche Metamorfosi, perché in viaggio si è più propensi, credo, a cambiare il proprio punto di vista. 

Quale è stata la cosa più curiosa che ha scoperto?

Molto di quello che ho scritto non è nato l’altro ieri. Però c’è  stata una fase della stesura della guida in cui mi sono dovuta confrontare con le “novità” di Roma che mi era sfuggite. Eppure, soprattutto, nei confronti delle new entry sono stata molto, molto selettiva. Volevo fornire ai viaggiatori indirizzi il più possibile certi e che rappresentassero anche per me punti di riferimento. Mi sono posta a fianco della potenziale lettrice e ho quasi chiacchierato con lei (o lui) mentre ci avviavamo, virtualmente assieme, presso il locale di cui stavo scrivendo.

Mettendo assieme vecchio e nuovo, tra le curiosità metterei: Materia Cafè, perché è impossibile aspettarselo a Roma; Faro, perché sono una supporter della scoperta del caffè al di fuori dei luoghi comuni (e se volete chiamamolo pure specialty coffee); Bajka, il ristorante polacco, decisamente fuori mano ma con cui ho stupito un’amica polacca; il Pastificio Guerra, che offre il vero fast food italiano.

E dato che ho accennato alla lettrice/lettore tipo, non l’ho immaginato solo “forestiero”. Roma ha bisogno di una (o più) guide anche per i romani, perché va vissuta al di fuori del tran tran per amarla e tenerla viva sempre di più. 

Una conferma e una delusione.

Inizio con la brutta notizia, per godere meglio della buona.
La più brutta notizia è stata rendermi conto ad agosto che Primo al Pigneto avesse chiuso. Non so come, forse avevo cancellato dalla mia mente la notizia. Ma quella Cacio e Pepe e non solo, ecco, mi manca. Ricordo ancora lunghi viaggia in bus per raggiungerla insieme ad un’amica/turista.

E ora passiamo alle cose belle. La più bella notizia l’ho ricevuta il giorno dopo la pubblicazione della guida. Scrivevo per loro che “la cucina può dire ancora molto nelle mani giuste”. Parlo di Mazzo, anzi parlo di Francesca Barreca e Marco Baccanelli. Dal 6 gennaio 2019 Mazzo chiude e loro si mettono in viaggio per il mondo ad inseguire la loro idea di “gusto” o, come scrivono meglio loro “guidati dall’amore per le scoperte e per le riscoperte, incuriositi maniacalmente da cibo e tradizioni altrui”. Certo, la loro valigia sarà speciale dato che cucineranno altrove per il loro “tour di invasione planetario”. Insomma, la conferma è continuare ad ammirare la competenza, la filosofia, il coraggio di chi rende onore al cibo a Roma e ovunque.

Hadeciso di intervistare un local e un turista, come mai ha scelto questo doppio punto di vista?

Ogni guida di Travel with Gusto contiene l’intervista ad un local e a uno straniero che ha deciso di vivere a Roma. L’idea è raccontare la città con occhi diversi da quelli di un turistatradizionaleChi è nato a Roma è abituato alla città, ce l’ha nel sangue. Chi arriva a Roma e se ne innamora tanto da trasferirsi ha una percezione diversa. E se devo dirla tutta, chi arriva ha una spinta in più. E’ più curioso. Si addentra in viuzze, bussa a porte, entra in androni, siede a tavole che un romano forse non degna, per tante ragioni, neanche di uno sguardo. O di cui forse non coglie le peculiarità, perché le ha sotto gli occhi da una vita.

Nella guida emerge chiaramente come Hande Leimer e Francesca Romana Castellani vivono nella stessa città, ma non danno gli stessi suggerimenti. Eppure hanno passioni comuni. Hande è una che è una sommelier e la fondatrice di Vino Roma, una società che propone degustazioni di vino guidate a turisti in visita a Roma. Francesca gestisce e dà un’anima a Bancovino e si muove tra i ricordi di una Roma che fu e partecipa attivamente all’Accademia Italiana della Cucina.

E questa differenza la vedo anche nella mia famiglia romana. Mio marito, romano, ha voluto festeggiare il matrimonio a suon di Mont Blanc della Pasticceria 5 Lune e filoni di pane de La Renella. Io, in compenso, l’ho portato per la prima volta nella sua vita da SAID e Mordi e Vai. 
Roma non è unica e neppure chi la vive da “romano”, “turista” e “viaggiatore”.

Ci sono delle guide storiche o dei libri sul food a cui ti sei ispirata?

La vera risposta alla domanda è un assolutamente sì affiancato ad un assolutamente noTutto è cominciato con un “assolutamente sì sebbene non parlerei di guide, ma di voci. Il primo istinto è stato rileggermi tutto di Katie Parla, poi sono passata ad Elizabeth MichilliMaria PasqualeSì, sono “straniere” a Roma e hanno a che fare coi i turisti. Volevo capire cosa un turista puro cerca ancora a Roma e come un “forestiero” può raccontare la Città Eterna.
Ho sfogliato guide storiche per farmi un’idea di cosa c’era e cosa è cambiato. Mi sono persa tra blog e Facebook affidandomi alle persone che reputavo più competenti e schiette in fatto di cibo. Mmm, posso fare qualche nome? Chiara di Caffè Merenda ed Elisa di Kitty’s Kitchen, non scherzano. Ho disturbato Travel blogger come Claudia Boccini per i ristoranti etnici. Non ho risparmiato gli amici. 
Poi è stato il tempo delle classifiche e di chi poteva offrirmi un’idea più pragmatica di una grande città ricolma di cibo come Roma. E qui scatta un grazie a Tavole Romane e Puntarella Rossa. 
E poi ho fermato tutto ed è cominciato “l’assolutamente no” della mia risposta. Nella stesura della guida sono andata per fasi, di cui la più piacevole e difficile assieme è stata la scrittura. Dopo aver messo assieme un mare di appunti, mi sono schiarita la voce con qualche pagina di prova e ho fatto quello che non andrebbe fatto. Ho cominciato dall’introduzione. Mi serviva capire dove volessi andare. Dovevo e volevo descrivere la Roma che vivevo e vedevo e dovevo farlo in maniera affidabile, completa, comprensibile. E’ stato come scrivere una tesi di laurea. Tanta bibliografia, ma alla fine il contenuto è tutto e solo mia responsabilità. Così mi sono guadagnata una torta da Valzani (non in faccia, spero).

Link utili:
Link alla guida: https://travelwithgusto.it/guide/roma/
Il blog – Ma che ti sei mangiato
InstagramRossella Di Bidino / Travel with Gusto

(Giulia Rossi - BOOP.NEWS)

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