Sante Gonne – La vita della baronessa Elsa

Sante Gonne – La vita della baronessa Elsa

René Steinke

Alet Edizioni, 400 p, 18 euro

”La baronessa non è futurista, la baronessa è il futuro”, Marcel Duchamp

“Conobbe Man Ray, un uomo piccolo dagli occhi sporgenti, nel suo studio in uno scantinato, pieno di cassette di patate e luci in precario equilibrio su tavoli a attaccapanni. Per l’occasione Elsa aveva indossato un reggiseno di sua creazione. Aveva preso due lattine di pomodoro, le aveva bucate da parte a parte con un cacciavite e, dopo aver passato un cordoncino verde attraverso i fiori, le aveva sistemate sopra i seni; infine aveva annodato il cordoncino dietro la schiena. Quando lui le aveva chiesto di togliersi quel manufatto, Elsa si era rifiutata dicendo: “Non sono io l’artista, qui?”. E lui aveva ribattuto: “Non sei l’unica”.

La storia – Nel 1900 nessuno aveva mai visto una donna come Elsa von Freytag-Loringhoven. Camminava regale per le vie del Greenwich Village con addosso corpetti fatti con lattine di pomodoro, o collane fatte di gabbie per uccelli, declamava le sue poesie ai marinai nelle bettole, e posava nuda per artisti come Man Ray e Duchamp. Ben prima delle eccentricità dei vip di oggi c’era lei, la baronessa: poetessa, artista, protopunk, libertina, icona della moda e protagonista del circolo dei dadaisti, la baronessa trasformò se stessa in un’opera d’arte vivente. René Steinke realizza con questo romanzo un indimenticabile ritratto di questa donna e del suo tempo: dalle beffarde performance nei cabaret di Berlino, ai matrimoni improvvisati e le relazioni burrascose, fino all’arrivo a New York, poco prima che gli Usa entrassero in guerra. Lì la baronessa conosce gli artisti del momento e scopre se stessa liberandosi da qualsiasi vincolo imposto alle donne dell’epoca. Un romanzo che è un inno al coraggio, un’esplorazione del tutto inedita del mondo che ha visto nascere l’immagine della donna moderna.

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